8 Maggio - Vittore

Vittore, il cui nome deriva dal latino e significa vincitore, è un soldato della Mauritania, - regione dell’Africa corrispondente all’incirca all’odierno Marocco - in servizio a Milano.
Vittore detto il Moro, cioè marocchino, è uno dei tanti “emigrati” dall’Africa proconsolare con domicilio stabile a Milano. Il flusso si ripete nei secoli come allora.

Il nostro soldato è cristiano e chiede l’esonero per dedicarsi ad una occupazione più pacifica, si direbbe un’obiezione di coscienza. Fu proprio l’Imperatore sotto cui Vittore militava a dare inizio a una delle ultime persecuzioni, prima che, proprio a Milano, Costantino promulgasse il famoso editto nel 313 che riconosceva ai cristiani la libertà di culto.

Il suo comandante ritiene di avere un metodo efficace per farlo desistere: lo fa arrestare e gettare in carcere. Vittore rimane sei giorni senza cibo. Vista l’ostinazione, il superiore lo trascina nel circo, situato nei pressi dell’attuale Porta Ticinese, alla presenza dell’imperatore Massimiano Erculeo, e gli ordina di sacrificare agli dèi.

Il giovane rifiuta. Allora è flagellato, poi ricondotto in carcere e torturato. Gli versano sulla carne piombo fuso, ma egli rimane miracolosamente illeso.

Di notte, mentre le guardie dormono, Vittore riesce a fuggire. Lo riprendono in un bosco vicino a Lodi e lo decapitano. Il suo corpo è lasciato in balìa delle bestie randagie, ma sette giorni dopo il vescovo san Materno lo ritrova intatto circondato dagli animali che gli fanno la guardia.

Sepolto cristianamente nello stesso luogo, diviene uno dei santi più venerati dai milanesi.

Le sue reliquie sono state collocate nelle varie chiese milanesi a lui dedicate: San Vittore in Ciel d’oro, San Vittore al Corpo, San Vittore all’Olmo…, al Teatro, al Pozzo, al Carcere, nell’area dove sorge il noto carcere che porta il suo nome e lo ha reso protettore dei carcerati e degli esuli. E’ patrono della città di Varese.

Pensiero del giorno

Maria tu sei la pianta novella da cui abbiamo ricevuto il fiore del Verbo unigenito Figlio di Dio, perché in te, terra fruttifera, questo Verbo fu seminato. Tu sei la terra e la pianta (Caterina da Siena)