Un giorno Luigi bussa alla porta di un monastero e chiede alla portinaia “la carità per amor di Dio”. La suora portinaia rimane perplessa davanti a quell'uomo così originale, e va dalla badessa. Questa, vedendolo, pensa sia uno dei soliti vagabondi e lo manda via.
Quando poi descrive alle suore la strana figura che aveva incontrato, Silvia esclama: “Ma è mio fratello!”. La superiora allora fa di tutto per farlo tornare indietro, ma Luigi risponde al messaggero: “La badessa non ha voluto farmi la carità per amor di Dio; ora me lo offre per amor di mia sorella? La ringrazio... ”, e continua per la sua strada.
Luigi Maria ama trasmettere il messaggio evangelico con la propria vita: episodi come questi, a volte pittoreschi, rimangono impressi nella memoria e spesso cambiano la vita delle persone coinvolte. E’ una predica vivente per le vie del mondo.
Nato il 31 gennaio del 1673 da Giovanni Battista Grignion, è il secondogenito di ben 18 figli. Viene toccato profondamente dal messaggio evangelico, quindi ottenuto un posto nel seminario per poveri a Parigi, parte guardando in avanti, sognando la vita degli apostoli.
Con sacrifici inauditi giunge al sacerdozio e si dedica poi alla cura di ammalati, miserabili, delinquenti, prostitute, insomma quelli che venivano chiamati rifiuti della società.
Conosce Maria Luisa Trichet e con lei fonda le Figlie della Sapienza. Poi è la volta della Compagnia di Maria, meglio conosciuta come Monfortana.
Noto per una tenera devozione alla Vergine - chiedeva a tutti la consacrazione alla Madonna e la recita pubblica del rosario -, scrisse vari libri di mariologia, tra i quali il Trattato della vera devozione a Maria, diventato un classico della letteratura spirituale.
Quando il 28 aprile del 1716, durante una delle sue missioni, è sul punto di morire, la sua stanza è invasa per ben due volte dal popolo del villaggio.
Luigi Maria benedice “i suoi poveri”, poi, raccolte le forze, intona coi presenti uno dei suoi cantici: “Andiamo, miei cari amici, andiamo in paradiso! Qualunque cosa si guadagni quaggiù, il paradiso vale di più!”. E muore cantando.
Potrai raccogliere tesori d’ogni genere
ma niente vale quanto un amico sincero (Giovanni Crisostomo)