11 Gennaio - Paolino di Aquileia

Nato intorno al 726, nel Friuli, a Premariacco, presso Cividale, Paolino compie qui la sua formazione letteraria e religiosa.
Gode già di notorietà quando è chiamato ad Aquisgrana da Carlo Magno, che aveva appena sconfitto i Longobardi e conquistato il Friuli.
Accettato l’invito di Carlo, trascorre alcuni anni al suo servizio, esercitando le funzioni di “magister grammaticae”, ossia docente di lingua.

Insieme con Alcuino di York e Angilberto rappresenta uno degli uomini di punta dell’élite culturale a cui Carlo si appoggia, anche dopo la sua nomina a patriarca di Aquileia nel 787, voluta dallo stesso re franco.
Letterato e teologo di notevole spessore, è tuttavia impegnato anche su altri versanti.

Nel 796 prende parte, assieme ad altri vescovi, alla spedizione di Pipino contro gli Avari, popolazione imparentata con gli Unni, conclusasi con un’assemblea sul Danubio. I prelati discutono il problema dell’evangelizzazione dei vinti, giungendo a definire una linea di azione che prevedeva un avvicinamento graduale e non forzato delle popolazioni al cristianesimo.

Legato da sincera amicizia al duca del Friuli Erico, Paolino compone per lui, fra il 796 e il 799, un “Liber exhortationis”, uno dei primi testi destinati a istruire e formare un rappresentante del potere ai princìpi della vita cristiana.

Paolino tende a configurare un ideale di vita che pur ricollegandosi ai tratti tipici della spiritualità monastica, tuttavia riconosce la peculiarità e la dignità proprie della condizione laicale, prospettando ad essa un’autonoma via di perfezione.

Muore a Cividale l’11 gennaio 802 e viene sepolto nella Cattedrale, dove ancora oggi sono conservate le sue reliquie.

Pensiero del giorno

Quel che conta non è fare cose grandi e o piccole, vistose o insignificanti, ma soltanto l’amore con cui esse vengono compiute (Giovanni  XXIII)