Romano di nascita, funzionario imperiale, svolgeva mansioni di tribuno e notaio a Cartagine; qui stabilisce un legame di profonda amicizia con Agostino, di cui esalta la religiosità.
Marcellino diviene Papa nel 296 mentre ancora infuriava la persecuzione di Diocleziano.
Questi, stabilita la tetrarchia, governava l’Oriente, avendo Galerio come Cesare, mentre l’Occidente era affidato a Massimiano, il cui Cesare era Costanzo Cloro.
Il vero responsabile della persecuzione è Galerio che, nell’inverno del 303, dopo lunghe discussioni a Nicomedia con il suo Augusto, lo convince della necessità di combattere i cristiani.
Galerio è spinto da cieco fanatismo pagano; in nome di un acceso tradizionalismo fa compiere a Diocleziano il gran passo, persuadendolo con incendi alla Nerone. Il 23 febbraio del 303, infatti, viene incendiata la chiesa di Nicomedia, e qualche giorno dopo un altro incendio devasta il palazzo imperiale.
Diocleziano scarica la sua ira sui servi del palazzo. Con prove fittizie accusa i cristiani di “incendiari” e li fa torturare. Quando scoppia un secondo incendio l’imperatore emana un editto che impone la
distruzione delle chiese e dei libri sacri, vieta le funzioni religiose e ordina l’abiura ai cristiani.
Secondo una notizia che sant’Agostino definisce calunniosa, Marcellino si sarebbe arreso alle autorità, consegnando i libri sacri e bruciando addirittura incenso alle divinità pagane per poi pentirsi.
Di certo sappiamo che il 25 ottobre del 304 Marcellino viene decapitato per ordine di Diocleziano. Il suo corpo è sepolto nel cimitero di Priscilla presso il sepolcro del martire Crescenzione.
L’amico fedele è una protezione potente, chi lo trova, trova un tesoro (Siracide)