25 Aprile - Marco

Marco era figlio di Maria, una donna di Gerusalemme nella cui casa si era rifugiato Pietro, liberato miracolosamente dal carcere.
Di famiglia benestante Marco aveva un rapporto stretto con Gesù: metteva a sua disposizione la casa in Gerusalemme e l'orto che possedeva lì vicino, sulla collina degli ulivi.

Nella grande sala della loro casa è stata celebrata l'ultima cena. E poi, quando Gesù e gli apostoli si spostano verso il monte degli ulivi, Giovanni Marco va con loro e si addormenta nella casetta del piccolo podere. 
Svegliato dal trambusto delle guardie venute ad arrestare Gesù, si alza e va a vedere. Un soldato lo afferra, ma egli, lasciato il lenzuolo con cui si era avvolto, fugge via nudo.

Accompagna Gesù durante tutti gli avvenimenti dolorosi della passione e poi quelli gloriosi della risurrezione e della pentecoste. Successivamente si trova a far parte della primitiva comunità cristiana insieme con la madre e lo zio Barnaba.

Quando nel 44 Barnaba fa ritorno a Gerusalemme insieme con Paolo da Antiochia, dove era stato mandato dagli apostoli, ascolta i racconti che i due fanno della diffusione del vangelo in quella città cosmopolita e, quando ripartono, vuole seguirli. Si unisce a loro nei viaggi apostolici; diviene poi un fedelissimo collaboratore di Paolo, seguendolo fino a Roma. 

Pietro, che si serve di lui come interprete, lo invia ad Alessandria d'Egitto; qui Marco avrebbe poi fondato la chiesa e incontrato il martirio. 
Le sue reliquie sono state custodite gelosamente dai cristiani d'Egitto fino all’828, quando i veneziani, per evitare che cadessero nelle mani dei musulmani, le portarono nella loro città; in suo onore costruirono la magnifica basilica che ancora oggi ammiriamo.

Il racconto del vangelo di Marco è ritenuto il più antico e il più fedele in quanto appreso direttamente dalle labbra di Pietro.
Le sue spoglie sono conservate nella chiesa di Venezia, città della quale è patrono.

E’ protettore dei notai, dei pittori, degli interpreti, dei segretari, degli ottici, dei vetrai e degli scrittori. E’ invocato contro la scabbia e da chi deve procedere alla pacifica ripartizione di un’eredità.

Pensiero del giorno

strong>L’amico fedele è medicina per la vita e grazia per l’eternità (Sant’Ambrogio)