Marco era figlio di Maria, una donna di Gerusalemme nella cui casa si era rifugiato Pietro, liberato miracolosamente dal carcere.
Di famiglia benestante Marco aveva un rapporto stretto con Gesù: metteva a sua disposizione la casa in Gerusalemme e l'orto che possedeva lì vicino, sulla collina degli ulivi.
Nella grande sala della loro casa è stata celebrata l'ultima cena. E poi, quando Gesù e gli apostoli si spostano verso il monte degli ulivi, Giovanni Marco va con loro e si addormenta nella casetta del piccolo podere.
Svegliato dal trambusto delle guardie venute ad arrestare Gesù, si alza e va a vedere. Un soldato lo afferra, ma egli, lasciato il lenzuolo con cui si era avvolto, fugge via nudo.
Accompagna Gesù durante tutti gli avvenimenti dolorosi della passione e poi quelli gloriosi della risurrezione e della pentecoste. Successivamente si trova a far parte della primitiva comunità cristiana insieme con la madre e lo zio Barnaba.
Quando nel 44 Barnaba fa ritorno a Gerusalemme insieme con Paolo da Antiochia, dove era stato mandato dagli apostoli, ascolta i racconti che i due fanno della diffusione del vangelo in quella città cosmopolita e, quando ripartono, vuole seguirli. Si unisce a loro nei viaggi apostolici; diviene poi un fedelissimo collaboratore di Paolo, seguendolo fino a Roma.
Pietro, che si serve di lui come interprete, lo invia ad Alessandria d'Egitto; qui Marco avrebbe poi fondato la chiesa e incontrato il martirio.
Le sue reliquie sono state custodite gelosamente dai cristiani d'Egitto fino all’828, quando i veneziani, per evitare che cadessero nelle mani dei musulmani, le portarono nella loro città; in suo onore costruirono la magnifica basilica che ancora oggi ammiriamo.
Il racconto del vangelo di Marco è ritenuto il più antico e il più fedele in quanto appreso direttamente dalle labbra di Pietro.
Le sue spoglie sono conservate nella chiesa di Venezia, città della quale è patrono.
E’ protettore dei notai, dei pittori, degli interpreti, dei segretari, degli ottici, dei vetrai e degli scrittori. E’ invocato contro la scabbia e da chi deve procedere alla pacifica ripartizione di un’eredità.
strong>L’amico fedele è medicina per la vita e grazia per l’eternità (Sant’Ambrogio)