Il vero nome di questo santo tedesco nato a Sigmaringen in Svezia nel 1578, era Marco. Era figlio di Giovanni Roy e Genoveffa Rosemberger.
Fedele, il cui nome deriva dalla parola fede e dall’aggettivo fedeltà, si laurea in lettere e filosofia prima di intraprendere lo studio del diritto civile e canonico, e diventare avvocato.
Nel 1604 il conte di Statzingen gli affida l’educazione dei figli e di altri giovani nobili. Marco compie con loro un'esperienza originale: sei anni di convivenza, girando l'Italia, la Spagna e la Francia. E’ una scuola itinerante grazie alla quale Marco impara l’italiano e il francese, e legge molti libri.
Tornato in patria, inizia l’attività di avvocato a Colmar nell'Alta Alsazia dove si guadagna il titolo di “avvocato dei poveri”, in quanto difendeva gratuitamente le cause dei più diseredati facendo rispettare i loro diritti.
La carriera va a gonfie vele, fin quando sorprende tutti con una decisione improvvisa: quella di farsi sacerdote. Ha 34 anni. Va a Friburgo in Svizzera, ed entra a far parte del convento dei capuccini, assumendo il nome di fra’ Fedele.
Diventa guardiano, ossia superiore, di vari conventi, l'ultimo dei quali quello di Weldkirchen, dove si fa apprezzare non solo per la predicazione, ma soprattutto per la dedizione agli appestati, vittime del morbo che colpisce la regione. Fra’ Fedele sa parlare a tutti: ai dotti e ai contadini, ma soprattutto persuade con la santità della sua vita.
La Svizzera in quel tempo stava attraversando un periodo particolarmente difficile a causa delle discordie tra cattolici e calvinisti, poi degenerate in aperta lotta politica.
Invitato a predicare a Rezia, un paese calvinista, il 24 aprile 1622 viene massacrato. Il suo sacrificio è stato determinante per ristabilire una convivenza meno violenta tra cattolici e calvinisti nella Svizzera.
Il suo corpo riposa nella cattedrale di Coira, e ricorda ai cristiani di tutte le chiese la necessità della mutua comprensione.
Patrono delle città di Friburgo, di Feldkirch nonché dei giuristi, è invocato da chi teme che la propria casa venga svaligiata, ossia come protettore contro furti e crimini.
"Non vale la pena avere dei diritti che non derivano da un dovere assolto bene" (Gandhi)