20 Aprile - Agnese da Montepulciano

Sono quattro le sante – oltre a due beate - che portano questo nome, derivato da agnus che vuol dire agnello. L’Agnese che oggi festeggiamo nasce da una nobile famiglia a Gracciano Vecchio sulle rive del lago Trasimeno, intorno al 1270. A soli nove anni entra nel monastero delle domenicane. Dopo appena cinque anni, per uno speciale indulto pontificio, viene eletta superiora nel monastero di Proceno, in provincia di Viterbo. 

La fama della giovane superiora si diffonde rapidamente tra il popolo. A lei sono attribuiti molti miracoli, di cui uno è particolarmente famoso. Si racconta che una volta, quando il convento rimase senza cibo, chiese a Dio nella preghiera cinque pagnotte. Poi disse a una suora di andare nella torre a prendere il pane che Cristo aveva appena portato. Quando il pane fu posto sulla tavola, lo moltiplicò e il convento ne ebbe per parecchi giorni.

A Chianciano, dove si era recata per la cura delle acque, sgorga all’improvviso una nuova sorgente, che tuttora porta il suo nome.

I cittadini di Montepulciano la reclamano presso di loro, indirizzano petizioni al vescovo e suppliche all’interessata, finché Agnese, convinta che quello è il volere di Dio, rientra definitivamente nella città che un giorno l’avrebbe eletta sua protettrice. Il nuovo monastero di Montepulciano viene inaugurato il 3 luglio 1306. Il 23 settembre successivo Agnese è eletta superiora e rimane in carica fino alla morte, avvenuta il 20 aprile 1317.

Caterina da Siena, nel suo colorito linguaggio, la definisce “mangiatrice e gustatrice di anime”, perché “la carità continuamente ardeva nel suo cuore”. Si reca in pellegrinaggio alla sua tomba, e mentre la santa senese si china a baciarle il piede, questo si solleva e rimane in tale posizione. In un celebre quadro del Tiepolo nella chiesa veneziana dei Gesuiti, sono raffigurate le tre grandi sante domenicane: Caterina da Siena, Rosa da Lima e Agnese da Montepulciano.
Sulla tomba dell’umile badessa di Montepulciano continuano a manifestarsi i segni della divina predilezione. Ma il prodigio più grande è la commovente semplicità e limpidezza della sua anima, dalla quale emana un fascino irresistibile.

La sua festa si celebrava a Montepulciano già agli inizi del 1500, duecento anni prima della canonizzazione ufficiale, avvenuta il 10 dicembre 1726.

Pensiero del giorno

"Niente di grande è stato fatto al mondo senza il contributo della passione" (Georg Hegel)