17 Aprile - Aniceto

Aniceto giunge a Roma dalla Siria, dove era nato agli inizi del II secolo, ed entra nella comunità cristiana come collaboratore di Giustino nella lotta agli eretici.
Numerosi sono in quegli anni gli eretici nella Capitale, tra questi Marcione di Sinope nel Ponto, definito dal vescovo di Smirne “primogenito di Satana”.

Eletto al soglio di Pietro nel 155, è l’undicesimo papa. Concentra tutti i suoi sforzi nella difesa della tradizione apostolica.

Per il vescovo Aniceto l’eresia si combatte con la dottrina e con l’esempio. Perciò nomina un buon numero di nuovi preti e diaconi, e instaura una linea piuttosto rigida di comportamento. A lui si fa risalire l’usanza della tonsura degli ecclesiastici, ossia la disposizione sul taglio corto dei capelli considerato come l’atto di rinuncia degli uomini di Dio ai beni terreni.

In fatto di liturgia conferma quanto Pio I, suo predecessore, aveva stabilito circa il giorno della celebrazione della Pasqua, fissata la prima domenica dopo il plenilunio di primavera. Ciò determina una controversia con le Chiese orientali; per discuterne giunge a Roma Policarpo, vescovo di Smirne, ultimo dei discepoli degli Apostoli.

Nel 161, divenuto imperatore Marco Aurelio, la polemica contro i cristiani si inasprisce: si diffonde il montanismo, pervaso da una forma di ascesi mista a manifestazioni di isteria, che mette in cattiva luce in senso generale i cristiani nei confronti del potere imperiale, come fautori di uno spirito antisociale e antistatale.

Si hanno arresti e processi; in Oriente viene martirizzato anche il vecchio Policarpo.

Aniceto muore nel 166, probabilmente senza subire il martirio.

Dovrebbe essere stato il primo vescovo di Roma sepolto nelle Catacombe di San Callisto. Ma papa Clemente VIII, accogliendo le suppliche del duca Giovanni Angelo di Altemps, nel 1604, dispone il trasferimento delle sue ceneri nella cappella di Palazzo Altemps, in seguito riposte nella vasca di porfido che era stata il sepolcro dell’imperatore Alessandro Severo.

Viene ovunque raffigurato con il caratteristico attributo di una ruota, assegnatagli dalla tradizione popolare che lo vuole figlio di un carraio.

Pensiero del giorno

"Gli uomini, mentre insegnano, imparano" (Lucio Anneo Seneca)