14 Aprile - Ermenegildo

Ermenegildo, dal nome che in tedesco significa dono del dio Irmin, è figlio di Leovigildo, che nel 567 succede ad Atanagildo quale primo visigoto ad essere insignito del titolo di re e legato imperiale in Spagna.

I Visigoti, relegati definitivamente da Clodoveo nella penisola iberica, sono ariani, a differenza dei Franchi, cristiani cattolici.

Anche Ermenegildo, la cui madre Teodosia era cattolica, riceve un’educazione ariana, tuttavia, come già aveva fatto suo padre, sposa una principessa cattolica, Ingonda. Questa è nipote della seconda moglie di Leovigildo, Goswinta, vedova di Atanagildo, ariana “intransigente”.

La tradizionale ostilità tra cattolici e ariani era stata comprensibilmente accresciuta in Goswinta dal fatto che sua figlia era morta tragicamente per mano di un principe “cattolico”.

Goswinta tenta invano, con le buone e con le cattive, di far “convertire” Ingonda: un giorno, dopo averla duramente picchiata, la denuda e la trascina in una piscina per ribattezzarla suo malgrado.

Per far cessare le tensioni a corte, Leovigildo esilia il figlio Ermenegildo e la nuora a Siviglia. Qui egli abbraccia il cattolicesimo e, forse con l’approvazione di san Leandro, fratello di san Isidoro, mette a punto un piano di insurrezione contro il padre, chiamando in aiuto Bizantini e Svevi, ma viene sconfitto e gettato in carcere a Valencia e a Tarragona.

Il giorno di Pasqua del 585, gli viene proposto di tornare ariano per riacquistare la libertà e tutti i diritti; egli rifiuta non solo la proposta ma anche di ricevere la comunione dalle mani del vescovo ariano inviatogli dal padre, che ne ordina perciò l’immediata esecuzione.

Il sacrificio del giovane re non fu inutile perché il padre si pentì della sua crudeltà e il fratello Recaredo, salito al trono, si fece cattolico aprendo così la lunghissima stagione dei re “cattolicissimi” di Spagna.

Pensiero del giorno

Abbiamo bisogno di Te, Signore risorto”! Rimani con noi ora e fino alla fine dei tempi. Fa’ che il progresso materiale dei popoli non offuschi mai i valori spirituali che sono l’anima della loro civiltà” (Giovanni Paolo II, Urbi et Orbi, domenica di Pasqua 27 marzo 2005)

We too need you, Risen Lord!vStay with us now, and until the end of time.
Grant that the material progress of peoples may never obscure the spiritual values which are the soul of their civilization.