8 Aprile - Dionigi

“L’autore di ogni essere tutto ama, grazie alla sua infinita bontà; tutto perfeziona, tutto contiene, tutto converte a sé. Causa di tutto è il gratuito amore divino del bene per il bene: infatti, lo stesso benefico amore di ciò che esiste, preesistendo ineffabilmente nel bene, non permise ch’esso rimanesse in se stesso infecondo, ma lo spinse piuttosto a operare secondo l’eccellenza della sua virtù generatrice di tutte le cose”. Questo scrive Dionigi l’Areopagita riguardo all’amore di Dio in una delle sue celebri opere.

Dionigi - che significa consacrato a Dioniso, il dio Bacco - era un nobile ateniese vissuto nel primo secolo. Sin da giovane si dedica con passione agli studi di astronomia, recandosi anche in Egitto per ascoltare i maestri più famosi.

Per la sua straordinaria saggezza viene eletto giudice ad Atene e prende posto nell’Aeropago, l’assemblea dei sapienti. E qui rimane affascinato dalla predicazione dell’apostolo Paolo, chiamato ad Atene ad esporre la sua dottrina. Gli Atti degli Apostoli ricordano che Dionigi  è stato uno dei pochi ateniesi ad accogliere la predicazione dell’apostolo delle genti quando questi annunciò la risurrezione dei morti.

Ricevuto il Battesimo, Dionigi diviene grande propagatore del cristianesimo, tanto da essere consacrato vescovo di Atene dallo stesso Paolo.

Testimonia la sua fede con il martirio: viene arso vivo proprio nella sua città.

A lui sono attribuite varie opere teologiche tra le quali La gerarchia celeste, La teologia mistica, La gerarchia ecclesiastica, I nomi divini, che hanno influenzato profondamente la cultura medievale.

Secondo la tradizione Dionigi l’Areopagita avrebbe osservato l’eclissi di sole che si verificò al momento della crocifissione di Cristo, e sarebbe stato presente alla dormizione della Madre di Dio.

E’ invocato contro la rabbia.

Pensiero del giorno

Gli amici sono le corde di una cetra, che, se tutte intonate tra di loro,
producono al tocco una musica piacevolissima (San Giovanni Crisostono)