Davanti alla Cattedrale di Notre Dame

Il fuoco brucia e i miei occhi increduli guardano attoniti e impotenti le fiamme che lambiscono un simbolo che riassume una storia lunga e difficile. Il pensiero va alle tante preghiere e conversioni che questo luogo ha ispirato nel silenzio donando senso e forza ai credenti in Cristo.

Nella cattedrale di Notre Dame grandi letterati, poeti e scrittori hanno cambiato vita. Penso a Paul Claudel il grande letterato francese che nella Notte di Natale del 1886  mentre ascoltava in Cattedrale il canto del Magnificat rimase come folgorato dalla fede cristiana. La sua fede era la religione del Progresso e dell’Umanità, frutto della cultura positivistica dominante nella seconda metà dell’Ottocento, fortemente impregnato di cultura positivistica, carica di materialismo e di fiducia illimitata nella scienza tanto da eliminare tutto l’ignoto e il mistero.

In quel Natale si era recato in Cattedrale in cerca di spunti per scrivere e lì accade un fatto straordinario. Questo il suo racconto: «Io ero in piedi tra la folla, vicino al secondo pilastro rispetto all’ingresso del Coro, a destra, dalla parte della Sacrestia. In quel momento capitò l’evento che domina tutta la mia vita. In un istante il mio cuore fu toccato e io credetti. Credetti con una forza di adesione così grande, con un tale innalzamento di tutto il mio essere, con una convinzione così potente, in una certezza che non lasciava posto a nessuna specie di dubbio che, dopo di allora, nessun ragionamento, nessuna circostanza della mia vita agitata hanno potuto scuotere la mia fede né toccarla. Improvvisamente ebbi il sentimento lacerante dell’innocenza, dell’eterna infanzia di Dio: una rivelazione ineffabile! Cercando – come ho spesso fatto – di ricostruire i momenti che seguirono quell’istante straordinario, ritrovo gli elementi seguenti che, tuttavia, formavano un solo lampo, un’arma sola di cui si serviva la Provvidenza divina per giungere finalmente ad aprire il cuore di un povero figlio disperato: “Come sono felici le persone che credono!”. Ma era vero? Era proprio vero! Dio esiste, è qui. È qualcuno, un essere personale come me. Mi ama, mi chiama. Le lacrime e i singulti erano spuntati, mentre l’emozione era accresciuta ancor più dalla tenera melodia dell’Adeste, fideles».  Claudel inizia a leggere la Bibbia e scopre la forza della Bibbia che gli rivela chi si era detto "Figlio di Dio". Ogni parola, ogni linea smentiva, con maestosa semplicità, le impudenti affermazioni dei maestri non credenti.

È vero – lo confesso con il Centurione romano - che Gesù era il Figlio di Dio. Era a me, Paul, che egli si rivolgeva e mi prometteva il suo amore. Ma, nello stesso tempo, se non lo seguivo, mi lasciava la dannazione come unica alternativa. Ah, non avevo bisogno che mi si spiegasse che cosa era l’Inferno: vi avevo trascorso la mia stagione. Quelle poche ore mi erano bastate per farmi capire che l’Inferno è dovunque non c’è Cristo. Che me ne importava del resto del mondo, davanti a quest’Essere nuovo e prodigioso che mi si era svelato?. 

Una Cattedrale, un canto, una conversione e al centro il Mistero silenzioso e perenne di un Dio che continua a manifestarsi al cuore dell’uomo.